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ricerche / Brutti, sporchi e (un po’) cattivi. Gli eroi più amati dai bambini sono dei veri mostriciattoli
Dal Gobbo di Notre Dame a Monsters fino all’alieno Stitch, i mostri la fanno da protagonisti e diventano paladini dei più piccini. Perché capaci di rappresentare disagi e problemi meglio dei belloni

Milano, ottobre 2005. Principi belli come il sole, animaletti teneri e paciosi, eroine romantiche e sognatrici? Macché. Adesso i bambini si conquistano a colpi di mostriciattoli, piccoli, brutti e anche un po’ cattivelli. Una tendenza iniziata, non a caso, con il film Monsters & co. (anno 2001) e che la Disney oggi sviluppa ulteriormente riproponendo uno dei suoi eroi di maggior successo: Stitch, un alieno frutto di un esperimento genetico illegale effettuato da uno scienziato pazzo, caratterizzato da una dentatura inquietante, ma che ha letteralmente spopolato fra i ragazzini di tutto il mondo, diventando una sorta di orsetto Winnie politically uncorrect.

Non è un caso che nei prossimi giorni (a partire dal 19 ottobre) esca, direttamente in dvd, Lilo & Stitch 2: Che disastro Stitch!, attesissimo sequel del primo film che ha lanciato il mostriciattolo cult.

Sboccato, insolente, disobbediente Stitch rimane il più anarchico e trasgressivo dei personaggi Disney e porta alle estreme conseguenze il recente filone dei brutti cool. Stitch è, infatti, l’erede di una tradizione sempre esistita (a partire dai sette nani di Biancaneve) e che ha trovato in questi ultimi tempi un filone particolarmente fortunato. Ma se fino a ieri i brutti erano più che altro comprimari, caratteristi o semplici macchiette, negli ultimi anni sono assurti al ruolo di co-protagonisti o protagonisti assoluti. Trasformandosi, poi, in veri campioni per ciò che riguarda gadget e merchandising.

Per i bambini di ieri, i cattivi erano rappresentati con un aspetto che rimandava immediatamente al loro animo, basti pensare al lupo cattivo, alle streghe, e a tutte quelle figure attraverso le quali i bambini potevano cogliere immediatamente il ruolo che esse potevano, e anzi dovevano, rivestire” commenta la Dott.ssa Monica Zentellini psicologa e psicoterapeuta. “Oggi i bambini, che entrano in contatto con il male attraverso i fatti di cronaca raccontati dalla tv e dai giornali, hanno bisogno di un altro modo per esorcizzarlo. hanno bisogno di essere rassicurati, e di trasfigurare in qualcosa di positivo quello che sentono e vedono quotidianamente. Per questo il brutto diventa simpatico, dolce, persino buono, celando dentro di sè un cuore nobile, tutto da scoprire. I bambini imparano a capire quanto il diverso possa essere portatore di valenze positive”.


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