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ricerche / il Popolo dei Buoni Pasto Roma, 23 giugno 2005. Il numero dei lavoratori che utilizzano quotidianamente i buoni pasto è cresciuto di oltre il 50% negli ultimi due anni. Un vero e proprio esercito di due milioni di persone composto da pendolari e manager, operai e impiegati, segretarie, stagisti e liberi professionisti. Persone che quotidianamente trascorrono la pausa pranzo tra bar, ristoranti, pizzerie, rosticcerie e fast food, che genera un giro d'affari di oltre 2 miliardi di Euro l'anno e che in questi giorni corre il rischio di essere messo a dieta forzata. A fotografare per la prima volta il "popolo dei buoni pasto" è la ricerca sociologica curata dall'Osservatorio Metropolis e promossa da Ticket Accor Services, che ha analizzato i dati ufficiali, diffusi dalla ricerca FIPE che aiutano a tratteggiare il profilo semi-serio di quei lavoraqtori che la serrata anti-ticket di questi giorni corre il rischio di mettere alla fame. Un esercito di lavoratori già messo a dura prova dal caro Euro e dal caro panino, dal valore troppo basso dei buoni pasto (che possono valere al massimo 5,29 Euro) e che adesso, con la serrata anti-Ticket, vede leso quello che è diventato ormai un vero e proprio diritto.L'aumento vertiginoso della domanda, secondo i dati della Camera di Commercio di Milano, ha inevitabilmente comportato un'impennata dei prezzi dell'offerta, in particolare negli ultimi due anni. Come dimostra la ricerca resa nota solo due mesi fa (aprile 2005), dal 2003 un pasto al ristorante è aumentato quasi del 5%, in pizzeria del 3,5% e nei fast food quasi del 9%, mentre in media al bar la pausa pranzo a base di panino, bibita e caffè supera di gran lunga il valore massimo dei buoni pasto, che oggi è fissato a 5.29 Euro ma che per adeguarsi agli attuali prezzi di mercato, dovrebbe valere quasi il doppio. E infatti, la ricerca della Camera di Commercio dimostra che l'aumento dei prezzi praticato dai ristoratori costringe molti lavoratori a utilizzare due o più buoni pasto al giorno. L'inevitabile conseguenza è che, per risparmiare, già a metà mese sempre più lavoratori sono costretti a consumare panini davanti alla scrivania. Quello che segue è la prima tipologia per profili del "popolo dei buoni pasto" realizzato dall'Osservatorio Metropolis di Milano. Gli ingordi della prima decade. Gli etnologi della pausa pranzo Le impiegate di contorno I calcolatori I buoni di sera |
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